Logan: L’Ultimo Artiglio del Wolverine
Ambientato in un futuro prossimo, desolato e in cui gli eroi sembrano essere rimasti indietro, “Logan – The Wolverine” (2017) è un capitolo crudo e amaro che si discosta significativamente dal tono degli altri film dell’universo degli X-Men. Diretto con maestria da James Mangold, il film vede Hugh Jackman indossare per l’ultima volta gli artigli di adamantio del celebre mutante Logan, in un’interpretazione che unisce pathos e intensità fisica.
Logan è invecchiato, il suo potere rigenerante sta fallendo, e si ritrova a confrontarsi con la fragilità della propria mortalità. Lavora come autista vicino al confine messicano e prende cura di un Professor X (Patrick Stewart) afflitto da una malattia neurodegenerativa che rende pericolosi i suoi poteri telepatici. Il mondo sembra aver dimenticato gli X-Men, e i mutanti sono ormai una specie in via di estinzione.
La quiete e il declino di Logan sono interrotti dall’arrivo di una misteriosa bambina di nome Laura (Dafne Keen), che possiede poteri sorprendentemente simili ai suoi. Laura è in fuga, inseguita da forze oscure che vogliono catturarla per i propri loschi scopi. Logan si ritrova così catapultato in una missione disperata per proteggerla, un viaggio che li porterà a confrontarsi con gli spettri del passato e a lottare per un futuro che sembra ormai un’illusione.
“Logan – The Wolverine” è un film acclamato sia dalla critica che dal pubblico per la sua capacità di mescolare elementi di western moderno, dramma umano e azione spettacolare, offrendo una conclusione emotivamente potente e degna al percorso del personaggio interpretato da Jackman per quasi due decenni.
Logan – The Wolverine: quali sono i personaggi
“Logan – The Wolverine”, acclamato canto del cigno per Hugh Jackman nei panni del carismatico e tormentato mutante Logan, vede lo storied attore australiano offrire una delle sue interpretazioni più sfaccettate e toccanti. Jackman ritrae un Wolverine invecchiato, esausto, che riflette la sua lotta interiore e la battaglia contro il tempo e la propria mortalità. Al suo fianco, il venerato Patrick Stewart riprende il ruolo di Charles Xavier, alias Professor X, con un’incarnazione inedita: fragile e malato, ma ancora moralmente incrollabile. Stewart regala al film momenti di profonda umanità, esplorando l’impotenza di un mentore che si confronta con l’indeclinabilità della vecchiaia e della malattia.
Nel ruolo della giovane Laura, troviamo la rivelazione Dafne Keen, la quale, con una performance espressiva e fiera, incarna la nuova generazione di mutanti, portatrice di speranza in un mondo distopico. La sua chimica con Jackman è palpabile, creando un legame padre-figlia che è al contempo tenero e turbolento. Il cast principale è completato da Boyd Holbrook nei panni del carismatico e implacabile antagonista Donald Pierce, e da Stephen Merchant che presta il suo talento unico al ruolo di Caliban, mutante albino con la capacità di rintracciare altri mutanti, il cui percorso è segnato da un senso di lealtà e sacrificio.
In “Logan”, ogni attore immerge il proprio personaggio in tonalità di grigio, creando un tessuto narrativo in cui eroismo e vulnerabilità coesistono, rendendo questo film una pietra miliare per gli appassionati del genere e un punto di riferimento per la narrazione di storie di supereroi al cinema.
Trama
Ambientato in un futuro prossimo e desolato, “Logan – The Wolverine” segna l’ultima apparizione di Hugh Jackman nel ruolo che ha definito la sua carriera: l’iconico mutante dal temperamento feroce e dal cuore ferito, Logan, alias Wolverine. Diretto da James Mangold, il film si distacca dal convenzionale blockbuster di supereroi, offrendo invece un dramma crudo e un’intensa narrazione al crepuscolo degli eroi. In un’epoca in cui i mutanti sono quasi estinti e gli X-Men sono ridotti a leggende, un invecchiato Wolverine combatte contro il tempo e la propria salute decadente. Il suo fattore di guarigione è svanito, lasciandolo vulnerabile e stanco. Nascosto vicino al confine messicano, Logan si prende cura di un Professor X affetto da demenza, il cui potere telepatico non è più affidabile ma pericoloso. La loro esistenza precaria è scossa dall’arrivo di Laura, una giovane mutante con abilità simili a quelle di Logan, in fuga da forze oscure che vogliono sfruttarla. Il film segue il trio in un viaggio di redenzione forzata e speranza, mentre cercano di portare Laura in un rifugio sicuro. “Logan – The Wolverine” è un epilogo emotivamente potente che esplora temi di famiglia, sacrificio e mortalità, lasciando al pubblico un addio amaro e commovente a uno degli eroi più amati del grande schermo.
Curiosità del film
“Logan – The Wolverine” rappresenta una svolta coraggiosa e definitiva nel panorama dei film sui supereroi, un’opera che ha osato spingere oltre i confini del genere. La performance intensa e sfumata di Hugh Jackman, che indossa i panni di Logan per l’ultima volta, è stata definita da molti la sua migliore interpretazione del personaggio, un tributo alla lunga storia che ha condiviso con Wolverine. In questa narrazione crepuscolare, il film si alimenta di influenze del western e del cinema noir, come evidenziato dalla stessa decisione di Mangold di pubblicare una versione in bianco e nero del film, soprannominata “Logan Noir”, che enfatizza ulteriormente l’atmosfera malinconica e toccante della storia. La pellicola ha anche segnato un significativo passaggio di testimone, introducendo Dafne Keen nel ruolo di Laura/X-23, un clone femminile di Wolverine, la cui performance è stata universalmente lodata e ha lasciato presagire una promettente nuova direzione per il futuro dell’universo degli X-Men. La scelta di optare per una classificazione R (vietato ai minori) ha permesso a “Logan” di esplorare tematiche adulte con una violenza grafica e una profondità emotiva raramente viste in film di questo calibro, una mossa ispirata dal successo di “Deadpool” che ha dimostrato come ci sia un pubblico maturo desideroso di storie di supereroi più complesse e sfaccettate. La miscela tra autenticità drammatica e un sincero addio al personaggio ha reso “Logan – The Wolverine” un film unico nel suo genere, influenzando il modo in cui i film di supereroi possono essere concepiti e apprezzati.